Valuing Afforestation of damaged woods with Innovative Agroforestry
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Vaia è il nome attribuito alla tempesta che ha interessato il nord-est italiano (quasi essenzialmente l'area montana delle Dolomiti e delle Prealpi Venete) a seguito di una forte perturbazione di origine atlantica, e che ha portato sulla regione vento fortissimo e piogge persistenti, a partire dal 26 ottobre 2018 fino al 30 ottobre.
Questo evento meteorologico estremo è stato erroneamente riconosciuto con l'appellativo di "tempesta" (grado 10 nella Scala di Beaufort), ma i venti hanno raggiunto le velocità "uragano" (grado 12). Il fortissimo vento, che ha raggiunto velocità fino a 200 km/h per diverse ore, ha provocato lo schianto al suolo di milioni di alberi, con la conseguente distruzione di decine di migliaia di ettari di foreste alpine di conifere. Secondo le stime, sono stati abbattuti 42 milioni di alberi su una superficie di 41 000 ettari.
VAIA è stato catalogato come un vero e proprio disastro naturale dall’ Unità di crisi della Regione del Veneto.

 

I danni provocati dalla tempesta:
-8.5 milioni di metri cubi di legno caduto
-2.8 miliardi di euro di danni stimati
-42.500 ettari di superficie forestale colpita (fauna e flora)
-494 comuni coinvolti, di cui alcuni a rischio idrogeologico

La foresta delle Landes de Gascogne si trova nel sud-ovest della Francia, nella regione della Nouvelle-Aquitaine. È una foresta artificiale piantata dalla fine del XIX secolo. È costituita principalmente da pino marittimo, che si estende per quasi un milione di ettari in una zona sabbiosa. A causa delle condizioni climatiche calde e secche e della monocoltura intensiva di alberi resinosi, la foresta è molto sensibile agli incendi e non è molto resistente ai rischi climatici e sanitari. Dagli anni ‘50, la foresta delle Landes è stata regolarmente colpita da tempeste e incendi su larga scala.
L'ultimo catastrofico evento si è verificato nel gennaio 2009. La tempesta, nota come Klaus, ha causato danni a quasi la metà della foresta e circa 210.000 ettari sono stati danneggiati per più del 40%. Si stima che i venti violenti, che hanno raggiunto fino a 172 km/h, abbiano distrutto 30 milioni di m3 di legno, quattro volte il raccolto annuale della foresta.


Questi eventi hanno modellato il paesaggio attraverso la distruzione, il reimpianto e la creazione di aree non boschive chiamate "firebreaks". Queste aree reticolano la foresta e limitano la diffusione degli incendi e altri danni causati dalla caduta degli alberi. Queste aree dovrebbero essere sviluppate attraverso sistemi agroforestali innovativi per permettere (i) il loro mantenimento e redditività, (ii) il reinserimento di una diversità di specie all'interno di migliaia di ettari di monocoltura, (iii) l'adattamento e la protezione della foresta di fronte al cambiamento climatico e (iv) lo sviluppo di corridoi ecologici per la reintroduzione di habitat di biodiversità.